Hell or High Water, di David Mackenzie

Hell or High Water, di David Mackenzie

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Rabbia e polvere

Direttamente uscito su Netfilx in Italia (ma premiato a Cannes), Hell or High Water è un western moderno, che riesce a rileggere i topoi di un genere in una chiave nuova e politica. I luoghi comuni del genere ci sono tutti: dalla sparatoria fra le rocce, al bellissimo duello finale (non consumato, ma per questo ancora più efficace). La rilettura in chiave moderna, però, non si limita a coprire il western (la scena dell’inseguimento sui pick-up, come fossero cavalli, rimane molto bella), ma attualizza il luogo fisico e temporale in cui l’azione si svolge, dimostrando che il western non è solo riguarda un periodo o un contenuto cinematografico, bensì l‘attitudine con cui ci si rivolge verso l’azione e la materia filmica.

I protagonisti sono divisi in due coppie, che non si incontrano (quasi) mai, ma vengono messi in parallelo dal montaggio e dalla regia. Benché su opposti versanti della legalità, le due coppie sono più simili di quanto loro stessi credono. Son uomini forgiati da una crisi esistenziale, ancor prima che economica; che vivono in un Texas orribile e disilluso, dove tutti girano con la pistola (e non si fanno problemi ad usarla) e nutrono rancore verso le banche che hanno pignorato le loro proprietà. È il Texas della vittoria di Trump, sebbene non si parli mai direttamente di politica ed il film sia stato girato quasi un anno fa. È l’America che non crede più nello Stato, ma decide di farsi (supposta) giustizia da sola; o di votare chi incarna l’antistato. Proprio questa umanità di frontiera fa da sfondo alle vicende, insieme ad un tremendo e bellissimo paesaggio polveroso.

I protagonisti assolvono molto bene il loro compito, soprattutto i comprimari Jeff Bridges e Ben Foster. Se la cava anche Chris Pine, che fatica a togliersi di dosso l’aria da ragazzo per bene. Solo nel finale riesce a dimostrare di avere (almeno in parte) assorbito tutta quella polvere, pronta a depositarsi nell’anima. Un’ottima fotografia ed una splendida colonna sonora fatta tutta di canzoni country e folk dolenti completano un film che avrebbe meritato più possibilità sul mercato italiano, pur con molte sbavature, qualche lungaggine ed un paio di spiegoni di troppo.

Voto: 7.5

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