Good Bye Lenin!

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Sulla Berlino del muro sono stati girati parecchi film notevoli o perlomeno interessanti, dal meraviglioso Le vite degli altri all’immancabile Il cielo sopra Berlino: ma il puro periodo di transizione, dalla vita di tutti i giorni di una fredda Berlino Est ad un’improvvisa libertà e conseguente orgia consumistica, non è mai stato raccontato così dolcemente e sinceramente come in Good bye Lenin! di Wolfgang Becker.

Il film si apre sulle riprese in bianco e nero della partenza del primo uomo tedesco per lo spazio profondo, il primo cosmonauta, nel linguaggio sovietico, Sigmund Jaehn: il piccolo Alex siede tutt’occhi davanti alla televisione, seguendo col fiato sospeso i preparativi per il meraviglioso viaggio. La bionda sorellina siede con lui, mentre la bella e giovane mamma litiga con dei poliziotti che la interrogano riguardo al marito scomparso, partito per l’Ovest. Come inizio non c’è male! Un insieme di dramma familiare, innocenza, e storia.

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La bella mamma di Alex si rinchiude in un mutismo disperato, come reazione all’abbandono da parte del marito, e quando finalmente torna a casa, Christiane si riversa anima e corpo sui figli e sul suo lavoro di insegnante. Fervente sostenitrice del partito e della piccola ed efficiente società comunista di cui fa parte, Christiane ignora l’aria di cambiamento che soffia tra i palazzi di Berlino. Un giorno, tornando da una commissione, incrocia una manifestazione di giovani (tra cui Alex) che inneggiano alla libertà e alla non violenza: ovviamente il corteo viene travolto da un fiume di poliziotti e proprio nel mezzo di tale parapiglia madre e figlio si incontrano e Alex, trascinato via da una coppia di poco comprensivi poliziotti, vede impotente la propria madre svenire davanti ai suoi occhi e rimanere riversa sull’asfalto, nel suo vestito rosso.

12088079_10208230002136660_506857695954202864_nNegli otto mesi nei quali Christiane giace in un coma profondo e a detta dei medici irreversibile, nel mondo la storia si compie: il muro viene abbattuto, le frontiere aperte, il consumismo rimpiazza il comunismo, e Alex vedrà sua madre riaprire improvvisamente gli occhi in un mondo completamente nuovo. Come potrà il suo debole cuore resistere ad un trauma simile? E fin dove potranno spingersi l’amore e la dedizione di un figlio, per proteggere la sua mamma?

Divertentissima commedia ma anche dramma, Good Bye Lenin! parla di cambiamento, amore, scelte e coraggio. Il teneramente comico tentativo di Alex (insieme al fantastico amico Denis) di nascondere alla madre la caduta del muro si intreccia con la loro triste e complessa storia familiare, con la dolce storia d’amore tra Alex e Lara, che lavora come infermiera nell’ospedale dove Christiane viene ricoverata, con il caotico e irrefrenabile scorrere della storia nelle case dei berlinesi -il cambiamento dello stile di vita, dei gusti, dei prodotti alimentari!

Wolga11059726_10208230005176736_8815594958891076976_nng Becker ci delizia con un film armonico e piacevole, intenso e privo di retorica o nostalgia; tutti gli attori si combinano alla perfezione, con l’aria di divertirsi molto. Daniel Bruehl ci dona un’interpretazione molto toccante e forte del figliol prodigo, adorante la madre, mentre si fa in quattro sfrecciando sul suo catorcio di un motorino ai quattro angoli della città per le esigenze sì della madre, ma sopratutto del suo stesso folle piano. Da controcanto ad Alex fa la sorella, interpretata da Maria Simon, conquistata dallo stile di vita americanizzato della nuova Berlino unita, ragazza madre sposata ad un idiota, e i loro siparietti sono spassosi.

Infine Katrin Sass è magnifica, nella sua tedeschissima bellezza, nei panni della madre premurosa, delicata, intelligente ed un po’ folle. Il suo viso dai grandi occhi ingenui, la sua figura magra e spigolosa nei bei vestiti colorati, la voce dolce e le belle mani, quel suo essere così graziosamente sperduta, fa venire voglia anche allo spettatore di stringerla forte e proteggerla ad ogni costo da qualunque pericolo.

Ciliegina sulla torta, la colonna sonora di Yann Tiersen, che riprende quella composta per Amélie ed esplicita fin da subito quella miscela di tenerezza, amore e malinconia che venerà tutto il film. Come ha scritto Empire, Good Bye Lenin! ci fa ridere, commuovere e addirittura pensare! E, aggiungo io, ci fa innamorare ancora di più di Berlino (est).

 

Titolo: Good Bye Lenin!

Regia: Wolfgang Becker

Anno: 2003

 

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