“In molte società tribali, quando qualcuno va dallo sciamano, lamentandosi di essere depresso, scoraggiato e avvilito, lui gli pone quattro domande: Da quant’è che non balli? Da quant’è che non canti? Da quant’è che le fiabe non ti incantano? Da quant’è che non trovi pace nel dolce territorio del silenzio?”

Ma soprattutto: hai mai ascoltato, davvero, Modugno?

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Mimmo Modugno | Piove (Ciao, Ciao Bambina)

Modugno? Uno sciamano? Sì, vi bastino i primi 40 secondi di questa meravigliosa canzone. Dall’intro psichedelico che suggerisce esplicitamente l’ingresso in un’altra dimensione di sogno ai mille violini suonati dal vento, a tutti i colori dell’arcobaleno vanno a fermare una pioggia d’argento, ma piove piove sul nostro amor. Uno sciamano col baffo.

Noi siamo come gli dei, non celebriamo la pioggia, facciamo piovere!
(Aymara)

Mimmo Modugno | Vecchio Frack

Ha il cilindro per cappello
Due diamanti per gemelli
Un bastone di cristallo
La gardenia nell’occhiello
E sul candido gilet,
Un papillon,
Un papillon di seta blu.

S’avvicina lentamente
Con incedere elegante
Ha l’aspetto trasognato
Malinconico ed assente
E non si sa da dove vien
Nè dove va, chi mai sar
Quell’uomo in frack.
Bonne nuit, bonne nuit,
Bonne nuit, bonne nuit,
Buonanotte
Va dicendo ad ogni cosa
Ai fanali illuminati
Ad un gatto innamorato
Che randagio se ne va.

“Attorno al 1850, Baudelaire sostenne che l’arte tradizionale era inadeguata per le nuove e dinamiche complicazioni della vita moderna. I cambiamenti sociali ed economici portati dall’industrializzazione richiedevano che l’artista si immergesse nella metropoli e diventasse, per usare le parole di Baudelaire, un botanico del marciapiede, un conoscitore analitico del tessuto urbano. Poiché coniò il termine riferendosi ai parigini, il flâneur (colui che passeggia) e la flânerie (il passeggiare) sono associati con Parigi e con quel tipo di ambiente, che lascia spazio all’esplorazione non affrettata e libera da programmi. Il flâneur è tipicamente molto consapevole del suo comportamento pigro e privo di urgenza ed era descritto, per esemplificare questa sua caratteristica umorale, come uno che porta al guinzaglio delle tartarughe lungo le vie di Parigi.”

Se forse, prima dell’inizio della Storia della Precisione e della Conoscenza, allo sciamano era richiesto il calpestio frenetico e infervorato, oggi per essere sciamani è necessario anche saper passeggiare piano e inciampare mentre guardiamo le ciaule. In entrambi i casi si tratta di essere fuori dal Tempo e fuori tempo.

Tutte le verità sono verità in maschera in frack.

Mimmo Modugno | Bagno di mare a mezzanotte

Bagno di mare-e a mezzanotte-e scick scià sotto la luna (l’onomatopea, la parola che diventa verso, lo scick scià che è contemporaneamente delle onde e dei corpi che si compenetrano, e compenetrandosi si uniscono tra loro ma anche a tutta la natura circostante). A quest’ora più nessuno sulla spiaggia sta a guardare. Siamo soli in mezzo al mare a mezzanotte (l’esser soli che è sempre ed è sempre stata condizione per il manifestarsi dell’eccezionale – gli alieni, i mostri, gli angeli, gli amanti non si mostrano mai alle folle, a ragion veduta – l’ora tarda che rende possibili le Magie, un’ora che non esiste, è mezzanotte ma è una mezzanotte che è un orario che non esiste, un varco temporale, così come in mezzo al mare è un non-luogo, un buco nero, è da nessuna parte ma diventa ovunque nel momento in cui l’unione dei corpi e delle anime li proietta dapperutto). Bagno di mare-e a mezzanotte-e. Stai nel mare come a letto. Hai le stelle per soffitto e la spiaggia può sembrare un enorme scendiletto e la luna un’abat-jour (la promiscuità tra l’ordinario della stanza da letto e lo straordinario di una spiaggia stellata). Bom bom bom bom (di nuovo l’onomatopea, peraltro altamente improbabile in quegli anni della canzone italiana, e per questo ancora più esotica e dadà) Mentre il vento sulla spiaggia… Bom bom bom bom i vestiti porta via. Siamo soli anima mia, innamorati abbandonati come due alghe (a conferma dell’idea di superamento della condizione esclusivamente umana cui accennavamo prima; finito il sesso, raggiunto l’orgasmo, spirito e carne si riversano l’uno nell’altra, e così, secondo la più classica delle epifanie sciamaniche, i corpi sfumano e diventano parte del Tutto, abbandonati dolcemente alla risacca come due alghe, inerti dopo la trance, ma ricolmi della vertigine sensoriale appena provata e ancora percettibile, anche quando ha strisciato oltre come la bava della lumaca).

Mimmo Modugno | Nel blu dipinto i blu

Notissima, ok, la più famosa canzone italiana nel mondo, ok, sentita mille volte, ok. Ma ora ascoltatela per la prima volta, come non l’aveste mai sentita, come non fosse di un cantante percepito come un fossile della canzone italiana, come foste gli sciamani degli sciamani che siete.

Uno dei vertici massimi raggiunti nella storia della musica per intuito melodico e lessicale.
Mega trip, liquido cosmico, volo magico per endovenosa. Mi dipingevo le mani e la faccia di blu.

“Gli sciamani sono stati, per millenni, il più affidabile e diretto collegamento con il mito, con le forme di saggezza innate, con gli archetipi. Sono persone normali a cui sono stati affidati compiti eccezionali: traghettare le turbolenze dell’infinitamente grande nella quotidianità e i minuscoli tumulti degli uomini, nel grandioso teatro magico delle forze impegnate nella tessitura dell’eternità. Tra realtà ordinaria e tutte le altre realtà, sanno distinguere in maniera molto sofisticata i fatti dalle fantasie, senza tralasciare la possibilità che l’immaginazione possa creare sostanza – perché l’immaginazione precede sempre la realizzazione.”

A realibus ad realiora, a realioribus ad realia
Dal reale alla realtà superiore, dalla realtà superiore al reale

Mimmo Modugno | Zitto zitto, doce doce

“Né il materialismo, né la religione, né lo sciamanesimo possono curare i mali come pretendono di poter fare, ma gli sciamani hanno delle canzoni più belle degli altri e rendono il mondo più facile da sopportare”.

 

 

 

 

Le frasi virgolettate sono tratte da un bellissimo libro di Matteo Guarnaccia, “Sciamani – Istruzioni per l’uso”, edito da Shake Edizioni. Link.

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