Ferrara è una festa mobile (semicit)

Ferrara è una festa mobile (semicit)

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Di città che sono come le notti di fine estate

Se hai avuto la fortuna di vivere a Ferrara da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Ferrara è una festa mobile. (semicit).

Lo so, Ernest Hemingway parlava di Parigi e della vita nella capitale francese con vista sui tetti della città quando, rinchiuso in una stanzetta, si inventava le vite degli altri per poi andare a rincorrere bicchieri di vino e avventure improvvisate. Eppure sono abbastanza certa che la capirebbe questa cosa che mi prende quando ogni volta, arrivando a Ferrara, comincio a inseguire i mattoncini rossi delle abitazioni vicino al centro storico che ti guidano fin là, nel cuore di una città che sostanzialmente rimarrà perennemente nel mio cuore come la trasposizione perfetta di Festa Mobile.

IMG_1988Ho conosciuto Ferrara in un’estate terribilmente calda di alcuni anni fa quando ancora non avevo sfogliato le pagine di Giorgio Bassani perdendomi ne’ Il giardino dei Finzi-ContiniHo conosciuto Ferrara, poi, nella stessa torrida estate in cui ho incontrato Urbino per la prima e unica volta e lo dico e lo sottolineo per il semplice fatto che la piccola città sul cocuzzolo di una collina è davvero difficile da paragonare a qualcosa di altrettanto meraviglioso eppure Ferrara resse il confronto e sin dalle prime passeggiate in piazza della Cattedrale diede il meglio di sé per impiantarsi in un angolo del mio cuoricino senza andarsene più. C’è da dire, ancora, che sono arrivata a Ferrara, la prima e la seconda volta, con la macchina che evaporava, con il sole d’agosto che illuminava il Ferrara Busker Festival, un evento nazionale fra i più interessanti e vivi e brillanti che forse, me ne rendo conto, ha fin troppo contribuito a rendere la città così indimenticabile che il solo pensiero di tornarci è una ventata d’aria fresca.

Ferrara, per me, è quella cosa che hanno solo le notti di fine estate, quel profumo di obblighi che stanno per tornare ma che sono ancora abbastanza lontani da poter fingere di dimenticarsene.

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Ferrara, per me, è anche gironzolare per le vie del centro storico con le luci arancio che illuminano la città color terra, i lampioni che si accendono e si spengono allo stesso ritmo dei salti e dei balli di musicisti e giocolieri che durante il Ferrara Busker Festival si prestano fra loro gli spazi pubblici della città per salutare la fine d’agosto mentre si vagheggia sul fatto che tanto vale divertirsi ancora un poco prima di concentrarsi sulle faccende serie che l’autunno porterà con sé. È così che per me, Ferrara, è sempre stato questo e tantissimo altro in più. È stato cercare libri usati e contare le biciclette sui marciapiedi; trovare il posto giusto per un aperitivo veloce per poi fingersi interessati ai vestiti con la scusa di prendersi una boccata d’aria condizionata. Stare a Ferrara, poi, è stato sempre sinonimo di spostare dischi in negozi di musica con vista castello e contare i diamanti che rendono più unica che rara la facciata di uno dei palazzi più scenografici nella loro semplicità.

8044956750_584ce1c65e_oSono passati anni eppure le immagini sono indelebili, la musica che risuona fra i vicoli più stretti dove trattorie e osterie fanno a gara a chi sprigiona i profumi più buoni. E poi c’è il Parco Massari, il Parco Urbano Giorgio Bassani e il Ferrara Balloons Festival da vedere almeno una volta nella vita e io ancora che aspetto la volta buona. E infine le mura, tutt’intorno, a racchiudere una città pronta a far esplodere il cuore.

Sono tornata a Ferrara in primavera, anni dopo, ed è stato bello scoprire che le cose non sono cambiate. Savonarola è sempre lì, ad aspettarti vicino al castello e ai suoi ponti levatoi da attraversare per decidere quale zona del centro storico esplorare, se quella più vicina al Palazzo dei Diamanti o alla Torre dell’Orologio. I dischi sono cambiati ma ci sono ancora e i libri usati continuano a essere l’ingrediente speciale di ogni buon viaggio.

La mia Festa Mobile è color mattoncini e a ogni stagione mi farà respirare la stessa voglia di non pensare al domani.

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