Come ti riciclo una stazione abbandonata | La REcyclerie, Parigi

Come ti riciclo una stazione abbandonata | La REcyclerie, Parigi

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La linea 4 della metro parigina (Montrouge – Porte de Clignancourt, in rosa sul dedalo delle mappe metropolitane) di solito la prendi per perderti tra le stradine della Rive Gauche, per camminare sofisticato Su Boulevard Saint-Germaine, per salutare la città partendo per l’aeroporto Charles de Gaulle da Gare du Nord o per esplorare Montmartre. Chi ci resta fino all’estremo nord, però, troverà inaspettatamente – davanti a un altro McDonald’s tra le decine e decine che affollano la capitale francese ed un grigio incrocio che echeggia una banlieu settentrionale non troppo lontana – l’esperimento di riqualificazione meglio riuscito del 18esimo arrondissement, se non della città.

“La REcyclerie”, annuncia in un cubitale, allegro ed inatteso giallo sgargiante la facciata della Gare Ornano, un’antica stazione della petite ceinture parigina, la vecchia linea ferroviaria che circondava la città – chiusa definitivamente sotto il peso insostenibile della competizione con la neonata metropolinata a metà del secolo scorso. I parigini la definiscono “lieu de vie“: luogo di vita. Trovare una definizione più rappresentativa dell’anima di questo progetto si rivela essere per lo meno difficile.

 

Al primo sguardo, la REcyclerie potrebbe sembrare soltanto uno dei tanti locali “da brunch” sorti in giro per le grandi città europee – una manna dal cielo per radical-chic che cercano mobili vintage, colazioni vegane e menù instagrammabili da una parte, il simbolo di una gentrificazione galoppante e sprezzante del mondo dall’altra. Basta sedersi ad uno dei tavolini di legno affacciati sull’enorme finestra che dà sui binari diroccati per rendersi conto che non ci si potrebbe sbagliare di più: con uno sguardo quasi romanticamente naif verso il futuro, questo angolo di mondo fa dell’ecosostenibilità e della riscoperta della semplicità della tradizione il proprio cavallo di battaglia.

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Dove, anni ed anni fa, gli indaffarati parigini di un tempo aspettavano impazienti il loro treno, oggi sorgono orti collettivi autogestiti, pollai e addirittura un laghetto dove vivono tranquillamente pesci d’acqua dolce (letteralmente a kilometro zero) da cui la cucina ottiene tutti gli ingredienti necessari per gran parte dell’offerta sul menù. Questi “corridoi ecologici”, gestiti in collaborazione con gli abitanti del quartiere, sono stati introdotti per favorire la biodiversità della zona, riqualificare una zona altrimenti abbandonata a se stessa e ripopolare il suolo – fino a poco tempo fa soffocato dal cemento – riportandoci vermi e lombrichi utili al benessere degli ortaggi. Sul tetto trova spazio un’esperimento d’apicultura tanto riuscito da produrre il miglior miele della regione parigina. La sensazione è quella di essere stati portati quasi per sbaglio nel vecchio giardino dietro alla casa dei nonni in campagna, tra polli che razzolano e piantine che smuovono il terreno.

Le tre “R” attorno a cui gravita l’universo REcyclerie – Ridurre, Riutilizzare, Riciclare – sono natualmente alla base di ogni sprazzo di vita a cui si assista o partecipi tra le sue mura. Quasi ti senti in colpa, a portare qui il computer con la speranza di un po’ di silenzio ben lontano da un caotico Starbucks del centro: low-tech, sembra ricordarti l’angolo dell’Atélier de Réné, laboratorio fai-da-te di riparazione votato alla missione di riavvicinare tutti a quei piccoli lavori manuali utilissimi ma persi per strada con l’avvento dell’ultima rivoluzione tecnologica. Responsabilità, cantano le centinaia di libri – saggi, romanzi, raccolte di poesie – sugli scaffali, rigorosamente a tema “eco-sostenibilità”, “biodiversità”, “ambiente”. All’entrata, la grande lavagna che raccoglie le tante attività che si prospettano per ogni diversa giornata rispecchia quello spirito – che i gestori amano definire “ecottimismo” – che circonda questa piccola perla nella giungla urbana: bricolage e upcycling; meditazione e cineforum; mercatini vintage (potevano mancare?) e tour guidati in bicicletta lungo il percorso dell’antica petite ceinture.

E sì, ad uscire da qui per reimmergersi nel caos di una capitale che, sotto l’egida della nuova amministrazione, muove teneramente i primi difficili passi verso un futuro senza automobili riscalda il cuore, almeno per un po’. Anche se, anche questa volta, hai optato per uova e pancetta, snobbando tutto ciò che ha un’aria remotamente sana.

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La REcyclerie
83, Boulevard Ornano
75018, Paris
www.larecyclerie.com 

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