Babadook, di Jennifer Kent

Babadook, di Jennifer Kent

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No, i bambini non hanno bisogno di effetti speciali per risultare spaventosi

Arriva finalmente anche in Italia uno degli horror più belli (e spaventosi) degli ultimi anni. Girato con pochissimi effetti speciali, puntando tutto sulle atmosfere e sui protagonisti, la regista esordiente confeziona un prodotto splendido, dove l’orrore e la paura si mescolano con la psicologia e l’elaborazione del lutto. Babadook è più di un semplice uomonero, è l’incarnazione di un sentimento negativo, incredibilmente umano; è la disperazione che tutto avvolge, la difficoltà a superare il lutto ed a trovare un posto nel mondo dei rimasti. Il finale rende esplicita la metafora, ricordandoci come non possiamo sbarazzarci di parti del nostro passato, ma al massimo possiamo trovare loro un posto adeguato.

Il cast è perfetto: il giovane Noah Wiseman è uno dei bambini più terrificanti che il cinema ricordi, aiutato dalla madre, Essie Davis, che sostiene magistralmente tutta la vicenda. Riferimenti al primo Polanski (soprattutto nella gestione horrorifica dello spazio casalingo, si pensi a Repulsion), coadiuvano una regia coinvolgente ed una fotografica che satura i toni del grigio, rendendo le immagini quasi monocrome, come se il mantello del Mostro togliesse anche i colori alla vita.

Adatto ai cultori, agli appassionati di bel cinema; inadatto ai deboli di cuore.

 

Voto: 8

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1 COMMENT

  1. Capolavoro. Non per abusare parola abusata. Ma in questo caso, mi pare si possa usare.
    Io mi sarei spinto addirittura fino al 9, per sparacchiare un numero. Non ricordo un film di genere di questa portata uscito dal Duemila in avanti. Magari sono smemorato, però. Tu hai più il polso della situazione. 🙂

    Espressionismo tedesco a secchiate, sembra un film di Lang, Murnau o Wiene. Il bambino mi ha ricordato un sacco il sonnambulo del dottor Caligari, così come Babadook mi ha ricordato Caligari sé medesimo. Il che non ha potuto far altro che farmela salire ai livelli.

    Poi, vero, c’è Polanski di Repulsione e in generale della Trilogia dell’appartamento (la qual cosa continua a farmela salire) + megacitazioni di Bava, con le scene de I tre volti della paura. Ciaoproprio.

    9 sicuro, dai Ale, non fare il cazzaro. 🙂
    Un film così, al cinema, nel 2015. Staimale.

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