About a boy

About a boy

Lo ammetto, sono una grande fan di Nick Hornby. Mi piace come scrive, mi piace il suo umorismo inglese, mi fa ridere, adoro i suoi personaggi, mi piace la profondità dei suoi bambini e adolescenti, mi colpisce sempre come siano veri.

About a boy è un libro meraviglioso, originale, divertente, per adulti e per giovani, profondo senza essere stucchevole, intenso senza essere melodrammatico. La storia dolce-amara del piccolo Marcus, bambino adulto, e quella comico-patetica di Will, adulto ragazzino, che si intrecciano per lasciare un’orma indelebile l’una sull’altra, sono una lezione impeccabile di scrittura creativa e di narrazione incrociata. In aggiunta alla scioltezza linguistica di Hornby, ormai cosa ben nota, About a boy risplende di compassione, di dolcezza, di amore: è un inno alla fiducia nell’animo dell’essere umano, che troppo spesso ci delude. Incredibilmente toccante per la sua lucida profondità è la prospettiva di Marcus, figlio di una ragazza madre ecologista, animalista, hippy, e sopratutto mezza matta ma tenera, Fiona.

Nel suo universo il problema dell’essere alla moda, del sopravvivere nella fauna adolescenziale londinese non esistono proprio, ed è in questa totale ingenuità che ogni giorno abbandona il suo cucciolo sperduto in quella nuova scuola-giungla cui è iscritto, vestito di tremendi maglioni fatti a mano, cappelli con pon-pon pelosi, e zainetto di canapa. E Marcus, nella sua ingenuità ereditata, cerca di scomparire nascondendosi nella verzura, ma.. beh se uno dei tuoi tratti distintivi è canticchiare a mezza voce senza accorgertene perché la musica nella tua testa esce fuori a tua insaputa, mimetizzarsi è piuttosto difficile.

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Per fortuna, all’orizzonte appare Will, londinese belloccio, alla moda, spigliato e single recidivo, che corteggia un’amica di Fiona. Marcus, intuendo al volo la potenzialità di un’amicizia interessata, non abbandonerà la sua preda fino a quando essa gli avrà donato almeno parte della sua saggezza sullo stare al mondo in maniera trendy.

Dopo aver divorato il libro in due giorni, non restava che guardare il film, in quella smania da crisi d’astinenza post libro stupendo. Diretto da Chris e Paul Weitz, About a boy è un bel film, anche se ovviamente non ha il respiro del romanzo. Stranamente, gli attori per i personaggi principali sono azzeccatissimi, mentre quelli secondari sono talmente diversi e malamente accennati da indurre i lettori del libro ad interrogarsi sul perché non siano stati tagliati via e amen (ma forse per chi non si è prima innamorato del romanzo, il casting può anche andare bene).

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Hugh Grant nei panni di Will è assolutamente perfetto, con la sua aria da ragazzaccio ma con i suoi occhioni blu da cucciolo che rivelano il buon cuore del suo personaggio, sotto sotto; Toni Collette è una Fiona impeccabile, capelli cortissimi e spettinati, vestita di giacconi informi, pantaloni troppo corti, sandali e maglioni pelosi, e come sempre il suo personaggio, come la sua interpretazione, è il più intenso. Rachel Weisz è la bellissima donna di cui Will si invaghirà verso la fine, non ha una gran parte ma è effettivamente bellissima, quindi la sua presenza è motivata. Dulcis in fundo, Nicholas Hoult (famoso per il ruolo di Tony in Skins -stupenda serie tv inglese) nei panni di Marcus, primo ruolo importante della sua carriera, è fantastico. Nonostante sia forse un po’ troppo carino per interpretare un ragazzino sensibile e “sfigato”, incarna alla perfezione lo spirito del Marcus letterario: non essendo la bellezza una sua colpa, dobbiamo ammettere che ce la mette proprio tutta, e si vede.

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È veramente notevole, diversamente da molti bambini attori, che assumono movenze esageratamente da star o, all’opposto, esageratamente da bambino, con movenze leziose, labbrucci tremanti, e via dicendo. Anzi, è così bravo che mi dispiace davvero che non sia diventato (almeno per ora) un attore famoso.

Insomma, buon film, che fa del suo meglio per essere sullo stesso piano dell’ottimo libro su cui è basato. Anche se non si capisce -anche se una ragione ci deve essere- la sostituzione della centralità dei Nirvana e di Kurt Cobain tra i ragazzini alternativi e “cool” della scuola, con la musica hip-hop.

 

Titolo: About a boy (libro)

Autore: Nick Hornby

Anno: 1998

 

Titolo: About a boy (film)

Regia: Chris Weitz, Paul Weitz

Anno: 2002

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